Per meglio dire: non me ne lamentavo, fino ad ora.
Credevo bastasse, credevo di avere sbancato, di avere fatto passi da gigante rispetto ai miei 20 anni, ad esempio.
Ma il tempo passa: faccio cose e le disfo, questo-sì-ma-poi-no, ecco va bene ora non più, va bene ok alla prossima...
Invece, stupidamente illusa del mio processo di smistamento, mi sono accorta che non sono in una drogheria di provincia, ma piuttosto in un megastore a tre piani.
Tolgo, ma rimane ancora troppo. Ci sono ancora troppe, davvero troppe possibilità. E, quindi, è come se non ci fossero, perche io non so cosa voglio.
Avere tolto, ma senza ottenere niente. So cosa non voglio, ma non riesco, dannazione, a capire cosa voglio veramente.
Chi cosa o perché voglio, non so.
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Claudico inappagata nel mio minimalismo incompiuto.
Sono d'accordo, però il mio "sapere cosa non voglio" rimane, comunque, un abbozzo di ciò che potrebbe essere appieno. Infatti, ho scritto apposta minimalismo incompiuto perché lo percepisco come un "successo" a metà. È vero, sono scesa a patti con ciò che so di non volere (perlomeno adesso) e non solo in senso stretto (minimalismo inteso come materiale, anti-consumistico e via dicendo). Anche in senso lato io so, per esempio, che non voglio necessariamente una famiglia, o una "carriera" (ma basterebbe indicare solo un lavoro cosiddetto fisso) per il solo benessere finanziario, non voglio stare in pianta stabile con qualcuno tanto per starci (scendendo a troppi compromessi) e non essere sola, come il 90% delle coppie. Almeno, tutto questo, non nel prossimo futuro. Il problema é il fatto che, però, non ho trovato qualcosa/qualcuno/mettici-quel che-vuoi (:D) che, invece, so di volere. Questo intendevo nel post, ossia che, per me, il minimalismo (ripeto, in senso anche lato) per essere goduto deve permettere, sì, di eliminare ciò che non si vuole - ma con lo scopo al tempo stesso di poter approfittare di ciò che, intanto, si vuole.
RispondiEliminaTogliere le cose e le persone inutili, i doveri e le ansie anch'essi inutili con la consapevolezza, però, di occupare quello spazio vacante con altri tipi di cose persone situazioni che si possano anelare ad avere...
Spero di essermi spiegata decentemente, un po'di fretta, forse!
Insomma...
Sono, al solito, una scontenta e indecisa, sostanzialmente:)
È certamente auspicabile sapere cosa non si ambisce a volere secondo la propria indole, ma poi rimane una cosa decostruita, inappagante e malinconica, se non si riempie con qualcosa che ci scalda. Domandona: a me cosa scalda veramente? Boh! 33 anni e non saperlo ancora.
Credevo di aver raggiunto l'atarassia...
Col c***o :D
Un abbraccio
Grazie per le tue parole positive. Il punto è che io, quel fuoco, me lo sento dentro. Tutti i giorni, deflagrante, ma non so ancora dove indirizzarlo.
RispondiEliminaMi sento sprecata, buttata via e solo e soltanto per colpa mia (ti ho fatto anche la rima...).
Ciao!