sabato 2 settembre 2017

Il mito esiodeo delle razze

Inizialmente, ai tempi di Crono figlio di Gea e Urano, si ricorda un'età, l'età dell'oro: il principio felice della storia dell'umanità. Gli uomini erano soddisfatti e crescevano senza angoscia. Dei e uomini si trovavano sullo stesso piano: questi ultimi non provavano dolore, si nutrivano dei frutti che crescevano spontaneamente in abbondanza, ognuno possedeva tutto ciò che era necessario e nessuno provava invidia nei confronti degli altri - tutti vivevano pacificamente. Una volta nati erano eternamente giovani e allegri, passavano dalla giovinezza direttamente alla morte senza nessuna ansia o dolore.
Terminata quest'epoca serena, vi fu l'età dell'argento. Con l'arrivo di questa il vigore degli uomini cedette. Mente e corpo. Non erano più indipendenti e per lungo tempo dopo la nascita vivevano ancora delle cure materne, eterni bambini. Al momento dell'autonomia non erano in grado di comportarsi civilmente, litigando, creando problemi e dimenticando il loro dovere di devozione verso gli Dei. Zeus volle la loro sparizione, incollerito dai loro comportamenti.
Egli fece, allora, vedere la luce ad una nuova stirpe di uomini, quelli dell'età del bronzo, caratterizzata da indole guerriera, estintasi con le proprie mani.
Questi ultimi ispirarono gli Dei stessi nel concedere all'umanità gli esempi di uomini saggi e coraggiosi da seguire, un'altra nuova età: quella degli eroi di origine semi divina. Capaci di straordinarie doti morali e fisiche, una volta morti condividevano le gioie divine nelle Isole dei Beati.
L'ultima generazione di uomini, quella esistente all'epoca dell'interpretazione dello stesso Esiodo, è l'età del ferro. La meno preziosa, quella alla quale sono stati concessi meno piaceri. La qualità degli uomini è scadente, gli errori sono molti, lavorano solo per sopravvivere, un'età dimentica degli esempi dei suoi predecessori.
Su di essa incombono Pandora e i mali da ella sprigionati, rischiando di essere la progenitrice di un'età ancor peggiore e destinata ad un nuovo sterminio.
Esiodo aveva capito tutto (lui e molti altri). E, da quel poco che mi ricordo, credo non lasciasse nessuna speranza di salvezza all'uomo.
Chissà: siamo già entrati nella nuova età del piombo, la più nociva? O possiamo ritenerci ancora fortunati, sperando di non vederla apparire ancora per un po'. Oppure è già in corso e non ce ne siamo nemmeno accorti.
Età del piombo che ci prepara a quella dell'Acquario, l'età della conoscenza e del risveglio spirituale.

Hýbris/Díke.
Il ciclo si conferma, ma io non voglio che il mondo finisca in Hýbris. Tantomeno un hýbris così alienante.


Piccolo promemoria della saggezza antica,  ne avevo bisogno.
Per chi fosse vagamente interessato alla mitologia greca e alle sue implicazioni storico-filosofiche, consiglio vivamente la lettura di quest'opera di Jean-Pierre Vernant edita da Einaudi, "Mito e pensiero presso i Greci. Studi di psicologia storica."


D.A. 02/09/2017


C: Fiocchi di avena 2 cucch. + Fiocchi di cereali misti 2 cucch. + Fiocchi di farro soffiati con miele un cucch. + Uvetta sultanina un cucch. + Latte vaccino intero di montagna fresco 1/2 bicch. + Mandorle 8 + Ciocco 85% 10 g
P: Cous cous integrale di grano tenero con verdure (vedi ieri) poco + Peperone corno rosso crudo condito con Olio evo + Caffè con zucch. canna integrale
S: 1/2 Melone 🍈
C: Pizza margherita con farina integrale e olive >>> extra, quindi segno <<< (837 kcal) + Caffè con zucch. canna integrale


Dovrebbe essere questo... In caso aggiornerò per pura noia.
Bye bye.

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