Vi dice niente questo ritratto?
Io trovo la ragazza abbia un corpo ed un viso bellissimi.
Amo le cose semplici, di base. Uno dei pochi termini che conosco è casual. E ho detto tutto in una sola parola, per quanto mi riguarda. La moda intesa in senso stretto è solo un orpello. Non sono schiava della mentalità corrente. Compro perchè ho bisogno, ma mi limito il più possibile. Loghi e firme non mi interessano, se le indosso, quelle poche cose, se capita, è perché me le regalano o le trovo scontatissime giusto quando mi servono. Di norma, faccio un salto veloce nelle solite catene (Zara, Camaieu, etc...) o nei negozietti anonimi con pochi fronzoli a basso prezzo. Anche nei negozi sociali di vestiti usati. Purtroppo qualche volta mi toccano i cinesi, quando proprio sono all'euro contato.
La moda... La trovo una buffonata. Una baraccopoli dello spirito universale. La periferia del cervello. La accetto solo perchè, fino a prova contraria, è un habitat sociale ed economico come un altro. Quindi interessante solo per il fatto di esistere. Un pezzo sicuramente importante della nostra società, oltre l'aspetto prettamente economico, a livello culturale e idealistico (ahimé...). Da' pure lavoro, volendo. Anche se lavoro fuffoso del c***o. Intrigante, ma sempre polvere, seppur di stelle. Alla "creatività" dell'ambiente credo poco, visto il solito ripetersi ciclico di "novità" e l'impellenza del grosso guadagno. Gli unici del settore che stimo sono gli artigiani della sartoria e delle stoffe.
Qualcuno lo paragona, il settore moda, direi nello specifico il settore haute couture, ad un'arte. Forse se parliamo di Thierry Mugler, o magari pochi altri. Rimane sostanzialmente profitto. L'arte non ha bisogno di pubblicità e testimonials. Di negozi e scontrini. Teoricamente.
Questa la dovuta premessa.
Però ho sempre avuto una morbosa passione per il lato oscuro dell'umanità, la degradazione e l'assurdità. I delitti e i misteri. Quarto Grado e Chi l'ha visto (non so se rendo, aprirei volentieri un bel Sciarelli Fan Club!). Le storie e le debolezze tristemente umane. Anche di questo business.
Quindi, girovagando alla ricerca di morti tragiche nel mondo della moda, una in particolare mi ha colpita. Daul Kim.
La sua grigissima (permettetemi) esistenza, seppur contornata da luci e "arte". Una depressione mentale assurda mi ha fatto venire. Per la prima volta nella mia vita ho provato empatia per una modella. Incredibile! Ma allora non sono tutte amebe...
Non è tanto una vita sopra le righe, rispetto alla media dell'ambiente, lei non ha nulla che i rotocalchi possano sfruttare. A parte la morte. Era una ragazza sensibile e riservata. Ma intercettare la nullità della sua esistenza, intesa come appartenenza al mondo e capacità di collocarsi all'interno di esso, a dispetto della sua carriera frenetica e, quindi, "piena" - ecco... Questo mi ha fatto trasalire e pensare a tutte le vite sprecate e perdute.
Non ho parole. Non ho più parole adatte. Solo pensieri tristissimi e angosce pure. Questa sua storia mi ossessiona.
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Dovrei smetterla di appassionarmi a cose che mi angosciano. Mi uccideranno, lo so. Dovrei dedicarmi a letture costruttive. Tipo: Pensa positivo, Agisci e basta pensare, Mental training a gogo... Ma soprattutto: Life for dummies ( Chapter 1: Meaning of the term "life" and how to apply it to reality).
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Questo articolo tratta della sua morte: http://www.telegraph.co.uk/news/6615524/Supermodel-Daul-Kim-found-hanged-after-posting-web-messages.html
Quindi, questa ragazza, aspirante artista pure, teneva un blog, che io ho passato la giornata a spulciare, per sentirla più vicina. Se qualcuno si interessa di fotografia e/o moda, allora può essere ancor più accattivante. Il blog, in sé, è solo un po' d'accozzaglia di vita, lavoro, foto a cappero, gusti e, cosa più "bella", messaggi criptici e spirali depressive. I suoi quadri, sinceramente, mi piacciono davvero.
Il titolo del blog era tutto un programma. Lei era ossessionata dalle posate e da una specie di "inforcamento-filia". Secondo me, ha sbagliato carriera. Avrebbe potuto trarre più soddisfazioni da altro.
Il blog è il seguente (per chi legge da smartphone bisogna visualizzare la versione web altrimenti risulta vuoto di post):
I LIKE TO FORK MYSELF
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Lei chiude così:
Say hi to forever
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Credo che il suo blog mi farà compagnia per un po'.







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